LEGGE REGIONALE 6 dicembre 1999 , N. 23

Politiche regionali per la famiglia

(BURL n. 49, 1º suppl. ord. del 10 Dicembre 1999 )

urn:nir:regione.lombardia:legge:1999-12-06;23

Art. 4.
Potenziamento dei servizi socio-educativi, agevolazioni per l’acquisto di strumenti tecnologicamente avanzati, formazione professionale, interventi socio-sanitari.
1. Nel rispetto dei diritti del bambino ed al fine di prevenire i processi di disadattamento, i servizi socio-educativi per la prima infanzia prevedono modalità organizzative flessibili per rispondere alle esigenze delle famiglie, con particolare attenzione a quelle numerose e monoparentali.
2. La Regione promuove e sostiene l’adozione, preferibilmente con l’intervento dei comuni, di iniziative innovative da parte di associazioni e di organizzazioni di privato sociale, finalizzate a:
a) realizzare forme di auto-organizzazione e mutualità familiari, quali i "nidi famiglia". Per nido famiglia s’intende l’attività di cura di bambini da 0 a 3 anni, svolta senza fini di lucro, promossa e autogestita da famiglie utenti;
b) potenziare la ricettività dei servizi di asili nido, anche mediante il convenzionamento con i soggetti che gestiscono tali servizi secondo gli standard qualitativi ed organizzativi definiti dalla Giunta regionale;
c) fornire le strutture ed i supporti tecnico-organizzativi per la realizzazione di attività ludiche ed educative per l’infanzia;
d) realizzare l'attività di organizzazione delle 'banche del tempo' di cui all'articolo 36, comma 6, del testo unico delle leggi regionali in materia di volontariato, cooperazione sociale, associazionismo e società di mutuo soccorso o di altre attività che favoriscano il mutuo aiuto tra le famiglie per l’espletamento delle attività di cura, sostegno e ricreazione del minore;(16)
e) agevolare la ricerca di persone che accudiscano bambini a domicilio, favorendo la predisposizione in luoghi pubblici di elenchi di persone qualificate disponibili all’esercizio di tale attività;
f) organizzare direttamente, previa convenzione con l’impresa, servizi nido presso la sede di imprese pubbliche e private, a favore dei figli dei lavoratori;
g) combattere il fenomeno della dispersione scolastica;
h) attivare, con particolare riguardo ai capoluoghi di provincia, spazi di aggregazione educativo-ricreativa a disposizione dei minori.
3. Entro 90 giorni dall’entrata in vigore della presente legge, la Giunta regionale definisce le modalità operative necessarie all’attuazione di quanto previsto al comma 2 e, in particolare, i tempi, le modalità per la presentazione dei progetti di iniziative innovative, l’organismo competente alla valutazione tecnica degli stessi e la procedura per la formazione della graduatoria.
4. Al fine di agevolare l’integrazione ed il reinserimento sociale e professionale di portatori di handicap, senza alcun limite di età e compatibilmente con le risorse disponibili, la Regione concede alla famiglia o al singolo soggetto portatore di handicap contributi per l’acquisto di strumenti tecnologicamente avanzati.(17)
4 bis. La Regione promuove e sostiene la creazione di centri di accoglienza per donne maltrattate e per le madri e i bambini che hanno subito maltrattamenti in famiglia.(18)
5. Con deliberazione della Giunta regionale sono definite le tipologie di strumenti, di cui al comma 4, ammissibili a contributo, le modalità e i termini per la presentazione delle richieste di contributo, la formazione della graduatoria e l’erogazione dei benefici.
6. La Regione nell’ambito dell’attività di formazione professionale di sua competenza:
a) coordina e finanzia programmi, rivolti prioritariamente alle donne, in particolare in materia di aggiornamento e riconversione professionale, al fine di favorire il reinserimento nel sistema occupazionale del cittadino che ha interrotto l’attività lavorativa per motivi di maternità e/o di cura di un componente del nucleo familiare;
b) promuove corsi di formazione rivolti ai soggetti che operano nell’ambito dei servizi socio-educativi;
c) finanzia corsi di formazione diretti ai soggetti di cui al comma 4.
7. La Regione promuove specifiche attività di formazione e riqualificazione rivolte agli operatori dei servizi socio-assistenziali coinvolti nell’attuazione degli obiettivi della presente legge.
8. La Regione riconosce e sovvenziona i servizi alla famiglia erogati da soggetti pubblici e privati accreditati per svolgere attività di informazione e formazione sulla vita coniugale e familiare e sulla valorizzazione personale e sociale della maternità e paternità.
9. Gli interventi previsti sono volti in particolare a:
a) prevenire e rimuovere le difficoltà che potrebbero indurre la madre all’interruzione della gravidanza;
b) prevenire e rimuovere le cause di potenziale fattore di danno per il nascituro;
c) garantire gli interventi finalizzati alla cura della infertilità ed abortività spontanea e lavorativa;
d) predisporre ed organizzare, per ogni famiglia che lo richieda, un piano personalizzato di sostegno psicologico, socio-assistenziale e sanitario, utilizzando le risorse di enti pubblici e di privato sociale, di volontariato, nonché le reti informali di solidarietà;
e) effettuare programmi relativi all’affido familiare ed all’adozione, intesi come esercizio della paternità e maternità responsabile.
10. È fatto obbligo pariteticamente ai consultori pubblici e privati autorizzati di assicurare la realizzazione di programmi di formazione dei giovani al futuro ruolo di coniugi e di genitori, nonché programmi formativi ed informativi riguardanti la procreazione responsabile, rivolti a gruppi omogenei di popolazione. Nell’ambito di tali programmi devono essere offerte modalità di sostegno e di consulenza personalizzata, che garantiscano la libertà di scelte procreatrici, nel rispetto della deontologia professionale degli operatori, nonché delle convinzioni etiche e dell’integrità psicofisica delle persone. Adeguata informazione deve essere data, in particolare, sui diritti della donna in stato di gravidanza e sui servizi socio-sanitari ed assistenziali esistenti sul territorio a favore del bambino e a tutela dei suoi diritti.
11. Al fine di perseguire le finalità e gli obiettivi della presente legge, la Regione promuove programmi sperimentali di informazione sui temi della sessualità. Tali programmi sono presentati dai consultori pubblici e da quelli privati riconosciuti, in conformità degli obiettivi di cui all’art. 2.
12. La Regione sostiene e valorizza l’assistenza a domicilio in tutti i settori di intervento sociale e sanitario, come metodologia e come intervento specifico alternativo alla istituzionalizzazione.
13. La Regione eroga, mediante i dipartimenti per le attività socio sanitarie integrate (ASSI), contributi economici alle famiglie, a carico del fondo sanitario ai sensi dell’art. 8, comma 15, della l.r. 11 luglio 1997, n. 31 (Norme per il riordino del servizio sanitario regionale e sua integrazione con le attività dei servizi sociali), al fine di garantire, a domicilio, prestazioni assistenziali di rilievo sanitario. Tali contributi consistono in buoni servizio a favore delle famiglie, per l’acquisizione diretta delle prestazioni erogate dai soggetti pubblici e privati, accreditati o convenzionati. Le risorse per le prestazioni di cui al presente comma vengono definite, in sede di programmazione annuale, all’interno della quota del fondo sanitario regionale destinata alle attività socio-sanitarie integrate.
14. L’ordine di priorità degli aventi titolo ai buoni servizio di cui al comma 13 è determinato sulla base del quoziente familiare definito al comma 15.
15. Il quoziente familiare è determinato in base ai seguenti elementi:
a) reddito complessivo del nucleo familiare;
b) numero dei componenti della famiglia;
c) presenza nel nucleo familiare di:
c1) soggetto portatore di handicap fisico e/o psichico;
c2) anziano convivente non autosufficiente;
c3) soggetto in situazione di particolare disagio psico-fisico.
16. La Giunta regionale, sentita la consulta di cui all'articolo 36, comma 8, del testo unico delle leggi regionali in materia di volontariato, cooperazione sociale, associazionismo e società di mutuo soccorso:(19)
a) qualifica l’incidenza degli stati di cui al comma 15, lettera c), al fine della concreta determinazione del quoziente familiare;
b) definisce le modalità operative per la presentazione delle domande ai comuni per i necessari adempimenti istruttori e per la concessione dei contributi.
17. La Regione promuove iniziative sperimentali per favorire la stipula di accordi tra le organizzazioni imprenditoriali e le organizzazioni sindacali che consentano la sospensione dell’attività lavorativa per ragioni di assistenza e di cura ai familiari e ai figli.
18. Per tutti i servizi previsti dai commi 6, 7, 8 e 13 del presente articolo, la Regione garantisce il diritto del fruitore alla libera scelta del luogo e del soggetto erogatore del servizio favorendone l’esercizio attraverso il convenzionamento o l’accreditamento dei soggetti erogatori pubblici e privati presenti sul territorio regionale.
Il presente testo non ha valore legale ed ufficiale, che è dato dalla sola pubblicazione sul Bollettino ufficiale della Regione Lombardia
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